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MUSICA AL LAVORO 2010-2011
Salone "N.Mandela" della Camera del Lavoro, via XXIV maggio 18, Piacenza
26 gennaio 2011 GIORNATA DELLA MEMORIA
Dai campi del dolore: storie, canti, musiche, memorie di deportazione inizio spettacolo ore 21.30
ingresso €. 5,00
Dedicata
alla Giornata della Memoria
Il concerto-tematico dei CANTOSOCIALE
DAI CAMPI DEL DOLORE
Storie, Canti, Musiche, Memorie di Deportazione
"Poiché grazie a Dio abbiamo avuto a Dachau alcune giornate di gelo, abbiamo
finalmente potuto risolvere il problema degli esperimenti di sopravvivenza
di soggetti esposti all’aria aperta a temperature bassissime. I soggetti
immersi in acqua a temperatura da 2° a 10° sono stati poi lasciati
all’aperto a temperature di diversi gradi sotto lo zero….Per più di 260
esperimenti ho registrato 98 casi mortali…in alcuni casi i soggetti, per lo
più prigionieri russi o di razza zingara, sono sopravvissuti contro ogni
ragionevole previsione."
dal Rapporto provvisorio concernente gli esperimenti di ipotermia nel campo
di Dachau
CARCANO Piero voce recitante, canto, animazione, percussioni, kazoo…
GRISOLIA Vittorio violino, mandolino, flauti etnici, baghèt(cornamusa
bergamasca), armonica a bocca…
ROTA Gianni chitarra acustica, flauto traverso, voce, percussioni…
BURATTI Davide contrabbasso, voce
ANZALDI Cristian chitarra classica, fisarmonica, banjo,voce …
Il gruppo dei CANTOSOCIALE in collaborazione con l’associazione culturale
ALAMBRADO e l’Archivio di storia Orale e Popolare "Fiorella Scaglioli"
presenta DAI CAMPI DEL DOLORE un concerto-testimonianza in memoria e per
tener viva la memoria dell’Olocausto e le vittime dei Lager .
Un percorso dalla cattura al viaggio alla vita nei campi di concentramento
caratterizzato dall’orrore e talvolta dalla speranza e poi il lavoro
massacrante , la fame , la paura, la morte. Le storie , i pensieri, le
testimonianze emergono dai monologhi costituiti da letture di poesie e da
racconti e soprattutto canti e canzoni che li contestualizzano. Una lettura
frutto di ricerche sul filo della memoria e del racconto orale in linea con
il lavoro che accompagna da sempre i Cantosociale. I canti provengono in
gran parte dai lager e sono spesso frutto di rifacimenti di canzoni
d’epoca,popolari e militari, di melodie che venivano cantate addirittura
dagli stessi aguzzini delle SS e venivano poi riproposte dai deportati con
nuovi testi dissacranti. forti da testimonianze, poesie che entrano nei
monologhi e soprattutto da canti e canzoni.. Canti divenuti in gran parte
simbolo in diverse nazioni,dell’opposizione all’occupazione nazista;capaci
di aggregare persino accompagnare talvolta atti di ribellione. Alcuni canti
sono in forma di preghiera corale, per infondere speranza e forza morale a
dispetto delle condizioni tragiche in cui si era costretti vivere.
Versi di incredibile forza riescono a parlare d’amore a dispetto
dell’orrore, come la "Ninnananna del crematorio" scritta da un deportato
costretto a portare il cadavere del proprio figlio e della moglie dalla
camera a gas all’inceneritore. altri addirittura riescono ad ironizzare
anche sulle camere a gas.
Non mancheranno musiche della tradizione popolare yddish e zingara .In
particolare alcuni brani riguarderanno specificatamente il popolo dei Rom e
le altre vittime della follia nazista : disabili, malati di mente, e
perseguitati politico sindacali e religiosi.Per questo sono state
appositamente recuperate dall’oblio alcune canzoni d’autore appositamente
riarrangiate ,come del resto gli altri brani di repertorio.
Tra queste "Se il cielo fosse bianco di carta" di Ivan Della Mea, un omaggio
all’autore recentemente scomparso tratto dalla lettera del ragazzo galiziano
Chaim lanciata oltre il filo spinato del lager di Pustkow e straniera come
"Yellow Triangle"del cantautore irlandese Christy Moore sui diversi
triangoli cuciti sui cappotti che contraddistinguevano le diverse categorie
di deportati e "Tredici milioni di uomini" dei Cantacronache sull’assurdità
del genocidio ebreo.
Musiche e brani originali dei Cantosociale infine riporteranno alla giusta
attenzione anche le vicende degli I. M. I., gli internati militari italiani
catturati e costretti al lavoro coatto nei campi dai nazifascismi, il loro
rifiuto ad aderire al nazifascismo dopo l’8 settembre li obbligherà a
umiliazioni, lavoro duro e soprattutto la fame e per molti oltre 60.000 su
600.000 li porterà alla morte.
Lo spettacolo che è al secondo anno di repliche dopo essere stato
rappresentato in numerosi centri del nord Italia è realizzabile in spazi
diversi( sale, aule, piazze teatri..) e non necessità di particolari
supporti logistici. L’impianto voci è a nostra cura.
Lo spettacolo in versione appositamente modificata in forma di
lezione-concerto, aperta ai diversi contributi e interazioni di insegnanti e
studenti viene proposta nei diversi contesti scolastici dalle Medie alle
Superiori.
www.cantosociale.it
pierocarcano3@gmail.com
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